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Prodotti Tipici

Prodotti Tipici - Zambrone
Elenco dei prodotti tipici di Zambrone e d'intorni ...
Cosa si produce a Zambrone:

                                    Olio di Oliva

La tradizione della coltivazione dell'olio è millenaria infatti il 70% del territorio è piantumato ad uliveti che crescono rigogliosi in un clima mite.L'olio Calabrese è considerato uno dei migliori oli extravergine d'oliva d'Italia e del mondo, infatti l'olio "Lamezia Dop" ha hottenuto il riconoscimento Dop dall'Unione Europea nel 1999. L'olio Lamezia Dop è apprezzato per  le sue caratteristiche organolettiche di bassa acidità ed alto contenuto di vitamine D ed E, ne fanno tra i gli oli extravergine più pregiati d'Italia.Per soddisfare i requisiti del marchio Dop le olive, devono essere lavate in acqua a temperatura ambiente subito dopo la raccolta, e devono essere molite non oltre due giorni dopo.Altra caratteristica al consumo  per il mantenimento della Denominazione di Origine Protetta,è il colore che varia dal verde al giallo oro,e un livello di acidità massima totale non superiore allo 0,5% di acido oelico.

CIPOLLA ROSSA DI TROPEA

La Cipolla Rossa di Tropea è un bulbo che si produce sulla zona costiera tirrenica denominata "Costa deli Dei" compresa tra Pizzo Calabro a nord e Nicotera a sud. Viene prodotta in prevalenza nei comuni di Ricadi,Tropea,Zambrone e Briatico nella provincia di Vibo Valentia. Le particolari sostanze del terreno rendono la Cipolla Rossa di Tropea ricca di vitamina C e di minerali quali il ferro, il selenio, il megnesio e lo zinco.Il bulbo infatti è accreditato di molti effetti benefici tra cui una forte azione antisclerotica che previene gli infarti apportando grandi benefici al cuore, alle vene ed alle arterie.
Il bulbo è composto da varie tuniche concentriche carnose di colore bianco e con involucro rosso. La presenza di zuccheri come il saccarosio, glucosio e fruttosio, danno alla Cipolla Rossa di Tropea quel particolare gusto dolce e non amaro. Il gusto dolce, il colore rosso scuro dell'involucro e le capacità curative del cuore e delle arterie sono i tre elementi della tipicità di questo tipo unico di cipolla, i cui vivai si preparano nell'ultima settimana di Agosto e la prima di Settembre. I vivai della Cipolla Rossa di Tropea sono coperti con le felci per proteggere la germinazione del bulbo. A Novembre si trapiantano i fili di cipolla, tolti dai vivai, si ottiene a Febbraio il cipollotto, tra Aprile e Maggio la primizia.
La Cipolla Rossa di Tropea viene utilizzata nella gastronomia calabrese sia cruda nell'insalata di pomodori o di verdure per esaltarne il sapore dolce e particolare, sia cotta come condimento dei sughi preparati. L'Accademia di Tutela della cipolla ha sede nel comune di Ricadi, ha l'obiettivo di valorizzare la produzione del bulbo con intense opere di marketing, mirate alla diffusione della storia, e delle proprietà benefiche della Cipolla Rossa di Tropea.

PEPERONCINO PICCANTE

Pianta tropicale proveniente dalle Americhe col nome botanico di Capsicum Frutescens, il peperoncino piccante trova in Calabria luogo ideale di coltivazione nonchè resta tra i prodotti tipici più utilizzati in tutta la regione. Il peperoncino piccante è un arbusto perenne a vita breve alto circa 80 cm che appartiene alla famiglia delle Solanacee. Le foglie sono lenceolate di colore verde intenso, mentre i fiori a corolla singola sono di colore viola e crescono nella parte ascellare delle foglie. Il frutto è una bacca allungata di colore verde quando è acerbo, dalle tonalità di rosso e giallo quando è giunto a maturazione.
Il peperoncino piccante è stato introdotto in Europa da Cristoforo Colombo nel XV° secolo, ma sia i cinesi che i popoli indigeni delle Americhe conoscevano l'arbusto già molti secoli prima. A causa del sapore piccante il peperoncino venne rifiutato dai palati raffinati degli europei, ottenne invece un grande successo tra le popolazioni arabe e del nord Africa che lo misero a coltivazione in modo sistematico. Probabile che in Calabria il peperoncino piccante sia stato introdotto proprio dai saraceni, e già nel XVI° secolo i primi viaggiatori europei notarono un massiccio utilizzo di questa spezia nella cucina locale. In effetti la Calabria è ancora oggi la regione italiana con la più vasta coltivazione del peperoncino piccante, sopratutto nella zona tirrenica tra i comuni di Amantea e Diamante dove ogni anno viene celebrato il famoso Festival del Peperoncino.
Il peperoncino in Calabria generalmente è coltivato, da quasi tutte le famiglie, in vasi esposti al sole nel giardino o sui balconi. Molte sono anche le aziende che coltivano il peperoncino piccante direttamente sul campo, utilizzando tecniche di lavorazione molto tradizionali in quanto si tratta di una pianta resistente che non necessita di molte cure. In estate, una volta raccolti, i peperoncini vengono essiccati al sole per poi essere macinati fino a diventare una polvere rossa da utilizzare come condimento di sughi e primi piatti. Le proprietà organolettiche del peperoncino piccante calabrese lo rendono un ottimo disinfettante del corpo umano, con proprietà benefiche sull'apparato cardio-circolatorio.

CAPOCOLLO

Insieme alla soppressata e alla salsiccia,il Capocollo di Calabria è il salume tipico per eccellenza dell'intera regione. Dopo aver ottenuto il riconoscimento Dop dall'Unione Europea nel 1998, il capocollo calabrese viene regolarmente prodotto in tutta la regione con l'utilizzo della parte superiore del lombo di suini nati ed allevati rigorosamente in Calabria secondo le antiche tradizioni degli allevatori locali e della consuetudine tramandatasi nel tempo.Il Capocollo di Calabria, utilizzato copiosamente negli antipasti insieme agli altri salumi, rappresenta una vera delizia della gastronomia tipica della regione.
Per antica consuetudine nella produzione del capocollo calabrese svolgono un ruolo importante i tanti piccoli allevamenti regionali che garantiscono la genuinità del maiale e la provenienza locale.I maiali si acquistano alla fine dell'estate da questi piccoli allevamenti e allevati in modo domestico per due natali consecutivi. Nella lavorazione del Capocollo di Calabria, il peso iniziale a crudo, deve essere compreso tra i 3,5 e i 4,5 chilogrammi. Dopo l'iniziale disossatura, si procede alla salagione, fatta esclusivamente con del sale, che rimane applicata per un periodo compreso tra i 4 e 8 giorni.Poi la carne viene lavata, asciugata e cosparsa di aceto di vino. Un energico massaggio precede l'aromatizzazione con il pepe in grani, prima di avvolgere il tutto nel diaframma parietale suino. Dopo aver sottoposto il capocollo ad un'energica legatura,il budello viene forato e messo a stagionare per 15 settimane in locali ben areati. Il capocollo calabrese ha gusto delicato, con profumi gradevoli e complessi si presenta con forma cilindrica ed un peso a fine stagionatura varia tra i 2 e 3 kg. 

SOPPRESSATA

Tra i salumi tipici calabresi ad avere ottenuto il marchio Dop, la soppressata è certamente il vanto per eccellenza che esalta tutte le qualità dei calabresi nel trasformare e migliorare anche prodotti alimentari poveri come i derivati suini. La Soppressata di Calabria viene prodotta con le parti migliori e magre del maiale,i lombi,con cui al nord si producono i prosciutti, mescolati con alcuni pezzi di grasso di maiale e l'aggiunta di ingredienti aromatici naturali come il pepe nero in grani e pepe rosso in polvere.
Nella preparazione della soppressata calabrese,la carne viene tagliata in piccoli pezzi manualmente, salata, pepata omescolata con peperoncino o salsa di peperoni cotti a bagno-maria.Si mescola il tutto con le mani lasciando riposare una intera notte prima di insaccarla nel budello naturale, avendo cura di massaggiare bene per evitare ristagni di aria. Le soppressate si legano poi con lo spago,si bucano qua e là con uno spillo per far uscire l'aria residua e si mettono in ceste di vimini con dei pesi sopra per qualche giorno. Stagionano per oltre sei mesi e dopo questo tempo,se non vengono consumati, si mettono sotto grasso per conservarle.In alcune zone della Calabria,sul Massiccio del Reventino, ai lombi del maiale si aggiungono pezzi lunghi di grasso e salsa di peperoni, il prodotto finale risulta quindi molto grasso e oleoso.
La soppressata calabrese, che ha ottenuto dall'UE il marchio Dop, si prepara con carni di suini allevati in Calabria, ha una forma cilindrica leggermente schiacciata,una lunghezza dicirca 15 cm e diametro lungo che varia tra 6 e 8 cm. Al taglio la soppressata appare compatta,più o meno morbida a seconda della stagionatura,di colore rosso naturale o vivace dovuto all'uso del peperoncino, del pepe nero in grani.E' un ottimo salume particolarmente saporito, adatto ad essere degustato negli antipasti locali insieme agli altri salumi e formaggi calabresi con un bicchiere di buon vino rosso di Calabria

SALSICCIA

Anche la Salsiccia di Calabria, o salsiccia calabrese ha ottenuto il riconoscimento Dop dall'Unione Europea per i metodi artigianali di produzione, che ricalcano le antiche tradizioni degli allevatori calabresi.La Salsiccia di Calabria è un salume un po meno pregiato della soppressata, ma certamente più diffuso anche fuori dai confini regionali.In effetti si produce con la carne proveniente dalla spalla e del filetto ma di seconda scelta, poichè la prima scelta è riservata per la produzione della famosa soppressata calabrese, vera delizia culinaria, nonchè fiore all'occhiello della gastronomia regionale.
La salsiccia di Calabria Dop viene prodotta con le carni di alcune specifiche razze suine provenienti da Puglia,Basilicata e Calabria, ma allevati nella regione ed uccisi a non meno di 9 mesi di età e 140 Kg di peso.I suini da macellare devono avere il marchio di qualità "Suino allevato in Calabria" che prevede precise norme per ciò che riguarda l'alimentazione,la razza e le tecniche di allevamento.I mangimi per l'alimentazione devono essere integrati con orzo, mais, ceci, ghiande e favino per una percentuale complessiva non inferiore al 50% della massa totale. Sono vietate l'alimentazione a brodo, le patate e l'uso di manioca. La tradizione calabrese prepara la salsiccia con le parti magre del maiale, tagliate a mano,tritate e mescolate con il 7-10% di grasso ed ingredienti aromatici naturali come finocchio selvatico,il pepe rosso in polvere,il pepe nero in grani.Il preparato viene insaccato nel budello del suino,bucherellato per fare uscire l'aria residua e poi si stagiona in luoghi freschi e asciutti per almeno 30 giorni.
La salsiccia di Calabria Dop è uno dei salumi più diffusi della regione e non solo, viene in genere servita come antipasto assieme ad altri prodotti tipici della Calabria, come la soppressata, il capocollo, e degustata con un buon vino rosso corposo. Ma la salsiccia calabrese è utilizzata di frequente in cucina, preparata con il sugo e con la pasta diviene un ottimo primo piatto.
a cura del Quotidiano di Calabria


 

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